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BANDINI LA SPERANZA D'ITALIA

Prefazione dell’ingegner Mauro Forghieri.Lorenzo Bandini, un uomo che da semplice meccanico, nel volgere di pochi anni seppe risalire la scala che con...
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Prefazione dell’ingegner Mauro Forghieri.
Lorenzo Bandini, un uomo che da semplice meccanico, nel volgere di pochi anni seppe risalire la scala che conduce all’Olimpo della Formula 1 e delle potentissime Sport con cui si correvano le prove mondiali: Targa Florio, Le Mans, Daytona, Monza. Enzo Ferrari lo aveva voluto nella sua squadra puntando su di lui dopo il «divorzio» da Surtees per conquistare il titolo iridato. Nel 1966 solo la sfortuna gli impedì di raggiungere il prestigioso traguardo. Quando, il 10 maggio 1967, morì dopo un drammatico incidente a Monte Carlo, fu rimpianto da tutti gli sportivi che vedevano in lui il continuatore della grande scuola italiana. Era un uomo semplice, onesto, molto popolare. Cesare De Agostini rievoca la sua toccante vicenda firmando il 15° titolo della collana «Vite da corsa» diretta da Gianni Cancellieri.

Specifiche di prodotto
Tipo Copertina Rilegato
Numero Pagine 202
Formato cm. 25x25
Foto a Colori 28
Foto B/N 174
Anno di Pubblicazione 2013
Testo Italiano
Autore Cancellieri Gianni
Autore De Agostini Cesare
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ASCARI UN MITO ITALIANO

Nel mese di maggio 2005 ricorre il 50° anniversario della scomparsa di Alberto Ascari; in luglio, l’80° di quella di suo padre Antonio. Alberto fu l’ultimo pilota italiano Campione del Mondo, Impresa compiuta nel 1952 e ripetuta l’anno dopo alla guida di una Ferrari. Un tragico quanto banale incidente a Monza, il 26 maggio 1955, ne troncò la carriera che l’aveva visto correre in motocicletta prima, poi con la Maserati e la Ferrari e, da ultimo, con la Lancia. Era figlio di Antonio, anch’egli un asso del volante, protagonista delle stagioni 1924 e 1925 alla guida dell’Alfa Romeo P2, con la quale perse la vita a Montlhéry, durante il G.P. di Francia. Cesare De Agostini, che ai due Ascari aveva già dedicato una biografia nel lontano 1968, ne ha ricostruito le drammatiche vicende alla luce di ricerche più recenti e approfondite e ci restituisce dei due personaggi un ritratto particolarmente coinvolgente. La ricerca iconografica, che ha prodotto oltre 200 immagini, e la documentazione si devono a Gianni Cancellieri, così come la ricostruzione del palmarès dei due campioni nonché di quello di Tonino, figlio di Alberto e nipote di Antonio, che negli anni Sessanta disputò con qualche buon risultato alcune gare minori prima di rinunciare a proseguire nel cammino che era stato del padre e del nonno.
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MUSSO L'ULTIMO POETA

Coinvolgente rievocazione delle drammatiche vicende che videro protagonista Luigi Musso, il valido e affascinante pilota romano appartenente a quella schiera di giovani campioni italiani, fra i quali figurava anche Eugenio Castellotti, che si distinsero nelle corse degli anni Cinquanta sia su vetture Sport sia in Formula 1. Giunto al successo con la Maserati prima, e con la Ferrari poi, Musso trovò la morte proprio alla guida di una monoposto del Cavallino durante il Gran Premio di Francia del 1958. L’opera, firmata da Cesare De Agostini, è la prima biografia dedicata al pilota romano e si avvale del supporto di oltre 200 straordinarie immagini tratte dalla collezione di famiglia e dai più prestigiosi archivi internazionali.
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LA SAGA DEI MARZOTTO

La vicenda dei fratelli Marzotto, figli dell’industriale laniero conte Gaetano, è unica nella storia dell’automobilismo. Quattro fratelli – Vittorio, Umberto, Giannino e Paolo – tra la fine degli anni Quaranta e laprima metà degli anni Cinquanta gareggiarono alla guida delle prime Ferrari sport, ottenendo risultati di assoluto rilievo. Vittorio vinse il Giro di Sicilia del 1951 e il G.P. di Monaco del 1952. Giannino s’impose in due Mille Miglia, quella del 1950 (aveva appena 22 anni) e del 1953. Umberto si fece luce in parecchie gare stradali e in salita. Paolo, fra l’altro, fu tra i protagonisti di sei Mille Miglia, ottenendo, in quella del 1955, il record da Brescia a Verona a 198 di media. Alla Coppa delle Dolomiti del 1952, la prestazione dei quattro fratelli fu un record rimasto imbattuto: si classificarono primo, secondo, quinto e settimo assoluti, monopolizzando i primi quattro posti della categoria sport, classe oltre 1100. Sia a Giannino sia a Paolo, Enzo Ferrari riconobbe doti di veri campioni e diede loro la possibilità di correre ufficialmente per la propria squadra. Ora, per la prima volta, hanno raccontato la loro storia, piena di episodi curiosi, imprevedibili, sempre caratterizzati da una freschezza e da una verve davvero insolite. Con in più l’antagonismo tra Giannino e Paolo che continua ancora, dopo più di mezzo secolo.
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ADDIO BANDINI

In un automobilismo sportivo costellato di campioni italiani quali Lodovico Scarfiotti e Mike Parkes, alla metà degli anni Sessanta, Lorenzo Bandini fu di certo fra i piloti più amati e acclamati dal pubblico. A lui sono legate imprese come la vittoria alla 24 Ore di Daytona e la 1000 Chilometri di Monza del 1967, entrambe con la Ferrari 330 P4. Lo stesso anno, Bandini perse la vita sul circuito di Montecarlo. La cronaca di quegli ultimi tragici giorni e delle ultime ore del valente campione sono narrate in questo piccolo, appassionato, quanto prezioso libro, pubblicato proprio nel 1967, da un testimone veridico dei fatti, Franco Lini, all’epoca direttore sportivo della Scuderia Ferrari.
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